Sexy sound fra bassi che ti mostrano la caviglia, sinuosi synth sinfomaniac, sistri e beat acidelli
per donare alla vita una goccia di sangue wolguelam.
Sexy anche la copertina.
Come tutti noi, una volta tanto, per sempre allo stadio di ninfa.
Ma dietro quel volto che pare dirti 'mangiati',
ti spia "L' acqua" di Arcimboldo - pesci gatto, carpe cuoio, gamberi di fiume, una foca ad assemblare i connotati.
Volto voce del verbo Tanzini, qui al suo primo nome, col Maestro Pelio al collo e ai lobi- immancabili le perle.
Un fluire unitario fra mazzetti di parole, primule e viole e la bella miuzike col suo doppio cui porgerle. A immaginare forme contrarie, Vertumno e Flora, forze convesse e acuminate.
Accusi', fra accordi secondari di settima diacronici e denti sputati nei calici- burn baby, burn- si va a twerkare fra i ghiacci eterni in burnout perenne, in tour per le dance hall dolenti.
Gli assemblaggi collage di FRANKENSTEIN VINYL sono nati per gioco. L’intelligenza artificiale con cui sono stati creati è la mia medesima. Mi è capitato negli ultimi anni di accostare visivamente delle copertine di dischi: due diverse che unite diventano una nuova. Man mano che è accaduto le visioni sono diventate fisiche, prima si sono formate nella mia testa, poi reali e visibili nei pixel e poi tattili su carta. Potrebbe essere molto divertente che dentro queste nuove copertine ci fosse un vinile con delle canzoni frutto di un processo musicale simile a quello grafico eseguito.